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domenica 21 marzo 2010

REGIONALI 2010: PER DE LUCA e PER LA SINISTRA!

Domenica 28 (dalle ore 8 alle ore 22) e lunedì 29 marzo 2010 (dalle ore 7 alle ore 15) si vota per l'elezione del nuovo Presidente della Regione Campania oltre che per il rinnovo del Consiglio Regionale. Chiedo a tutti di votare per VINCENZO DE LUCA, candidato Presidente della coalizione di Centro Sinistra. Per farlo, è necessario apporre una croce sul NOME di Vincenzo DE LUCA. E' importante per il Futuro della nostra Campania!
Ciascuno, poi, oltre al voto per il Presidente, potrà scegliere di premiare la lista di partito che preferisce, apponendo sul simbolo di riferimento una seconda croce.
L'invito, naturalmente, è a sostenere con il vostro voto le liste di SINISTRA ma, prima di tutto, è necessario votare VINCENZO DE LUCA Presidente.

angelo montella

lunedì 15 marzo 2010

CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO ED URGENTE: L'INTERVENTO

Signor Sindaco, signori Assessori, signor Vicepresidente del Consiglio, signori Capigruppo, Colleghi Consiglieri Comunali, Autorità civili, religiose e militari, Concittadini tutti….GRAZIE!
In un momento per me così delicato dal punto di vista personale, desidero esprimere, innanzitutto, la mia più sincera gratitudine a quanti, semplici cittadini ed istituzioni, hanno indirizzato alla mia persona i tanti attestati di stima e di vicinanza.
Il mio pensiero e la mia profonda solidarietà, giungano senza esitazione al Vicesindaco Giovanni Viscusi ed all’Assessore Mario Petti colpiti, come chi vi parla, dalla violenza inusitata di un atto ignobile e meschino.
Quanto avvenuto venerdì scorso rappresenta un’inaccettabile attacco frontale alle Istituzioni di questa Città, uno squallido tentativo per ostacolare un percorso deciso verso la legalità e la trasparenza portato avanti, giorno dopo giorno, nell’interesse unico dei santagatesi.
La violenza della intimidazione ricevuta è, in modo paradossale, la migliore dimostrazione dell’efficacia della nostra quotidiana azione.
Nei 9 mesi della mia Presidenza, questo Consiglio Comunale ha finalmente riacquistato quella centralità che gli è dovuta nella vita democratica di un Paese civile, come ha dimostrato il senso di responsabilità istituzionale fatto proprio da questo consesso, per esempio, nel portare avanti la delicata vicenda ospedaliera.
La mia azione istituzionale alla Presidenza di questo Consiglio, è stata sempre ispirata al rispetto dei valori di imparzialità ed equilibrio, nel rispetto delle posizioni e delle prerogative di tutti e di ciascuno.
Se l’errore che questi balordi mi imputano è stato quello di aver agito sempre nel solco della legalità, allora che sappiano, questi signori, che il Presidente del Consiglio Comunale della Città di Sant’Agata de’ Goti è stato, è e sempre sarà “colpevole” di tutto ciò!
Me lo impone il ruolo e la mia coscienza! Se ne facciano una ragione!
Io sono un uomo Libero e la Libertà rappresenta il più grave pericolo per un animo SUDDITO!
L’attacco vile e destabilizzante, prima che all’uomo, è alla Istituzione che rappresento.
E le Istituzioni sono patrimonio di TUTTI, sono un valore assoluto e sacrosanto della vita democratica, al di là della persona che in un determinato momento storico ne può interpretare il ruolo.
Ecco, allora, che sento forte più che mai sulla mia persona, oltre l’umano turbamento, tutto l’orgoglio dell’appartenenza alla mia comunità santagatese.
Ed è per questo che ho il dovere di difendere l’Istituzione, da me oggi rappresentata, dagli attacchi ignobili portati alla stessa, perché incombe su me stesso, in questo momento delicatissimo, il compito di salvaguardare la dignità della intera nostra Città.
Per il bene di Sant’Agata, io non arretro!
La mia presenza qui stasera, a presiedere questo Consiglio, nel pieno esercizio delle mie funzioni, è la risposta chiara, netta ed inequivocabile a quanti cercano di intimidirci.
Il Presidente del Consiglio Comunale non molla e non ha paura!
“Vale la pena lottare per le cose senza le quali non vale la pena di vivere”.
Ebbene, quella per la legalità e per la trasparenza è una battaglia che vale la pena combattere fino in fondo e senza la minima esitazione!
Noi non arretriamo di un millimetro!
Il Futuro si costruisce con il coraggio dell’oggi.

mercoledì 10 marzo 2010

L'OSPEDALE NUOVO C'E'!






"Sono molto soddisfatto. L’apertura del nuovo ospedale di Sant’Agata dei Goti, aumentando l’ offerta sanitaria dell’intera provincia di Benevento, migliorerà la qualità della vita di tutti. E’ una conquista importante per ciascun sannita prim’ancora che per ciascun santagatese. Quello alla Salute, infatti, è un diritto di ogni persona. L’intera vicenda che ha portato all’attivazione del “Sant’Alfonso De’ Liguori”, dimostra che l’azione delle Istituzioni è tanto più efficace quanto maggiore è il sostegno responsabile della popolazione e la compattezza della Politica. Per questo, da presidente, sento di ringraziare l’intero Consiglio Comunale in ogni sua componente, per il lavoro svolto e per l’unità di intenti sempre manifestata in questa vicenda. Un riconoscimento sincero non può non andare al lavoro portato incessantemente avanti, assieme a noi, dal sindaco Valentino e da quanti, nell’ambito dei propri ruoli e nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, si sono adoperati lealmente al raggiungimento di questo bellissimo risultato".

martedì 2 marzo 2010

OSPEDALE: LA NOTIZIA DELL'APERTURA!

L'ospedale nuovo di Sant'Agata aprirà lunedì 8 marzo 2010.
E' quanto confermato con una nota alla stampa a firma dell’assessore regionale Santangelo dopo un incontro con il governatore Bassolino e d’intesa con il sub commissario ad acta Zuccatelli. Finalmente il Sant’Alfonso Maria de’ Liguori apre i battenti. Una vittoria delle istituzioni e della cittadinanza intera.
Dopo essere stato, fin dal primo pomeriggio di oggi al fianco della protesta organizzata dai Comitati civici e dai cittadini davanti ai cancelli del nuovo ospedale della Città, con una nota ho espresso viva soddisfazione per la notizia della apertura del P.O. “Sant’Alfonso Maria de’ Liguori”.

La notizia della imminente apertura del nuovo ospedale di Sant’Agata de’ Goti premia l’encomiabile lavoro che è stato portato avanti incessantemente nel corso dei mesi dal Consiglio Comunale che mi onoro di presiedere. La Conferenza dei Capigruppo, in ossequio al mandato unanime ricevuto dal Consiglio nello scorso mese di settembre, si è sempre adoperata per condurre all’unisono la battaglia comune per il rispetto della legge regionale 16 del 2008.
Voglio manifestare il mio plauso all’operato del Sindaco e della Amministrazione comunale per l’impegno con noi profuso, senza dimenticare il contributo offerto dai Comitati civici e dai semplici cittadini. Questa bella notizia rappresenta il giusto riconoscimento della responsabilità e del senso civico che, in questa vicenda, tutti i santagatesi hanno saputo sempre manifestare unitamente alle proprie Istituzioni.
Sono soddisfatto di aver contribuito, con l’esercizio del mio ruolo, insieme a tutti loro, al raggiungimento dell’obbiettivo comune: l’apertura del nuovo ospedale”.

venerdì 26 febbraio 2010

VICENDA OSPEDALE: FARE TANTO, PARLARE POCO.

La strumentalizzazione politica di una vicenda tanto delicata quale quella legata alla battaglia per l'apertura del nuovo ospedale a Sant'Agata,non rende onore a chi la fa. Diffidare dalle promesse e dai facili miraggi, è fondamentale per risucire davvero a portare in porto il risultato. Il silenzio dei fatti fa molto più rumore di mille proclami!Fare tanto, parlare poco...Questo ho imparato dalla magnifica e VINCENTE esperienza del Comitato "Contrada Saiano - No impianto di Digestione"!
Quella battaglia noi l'abbiamo vinta "facendo": senza nemmeno una manifestazione di piazza, senza un corteo, senza una occupazione.
L'abbiamo vinta nella legalità, perchè era una lotta per il rispetto delle regole e delle norme. Ci siamo fatti sentire, abbiamo dato voce alle nostre istanze, abbiamo sollecitato, pressato i nostri pubblici rappresentanti. Ma, volutamente, non abbiamo mai fornito loro l'alibi per non poter lavorare.
Se si pretende, giustamente, l'applicazione della Legge (nel caso nostro quella regionale n. 16/2008) questo non può che avvenire nel rispetto della legalità oltre che dei ruoli istituzionali.
Il Presidente del Consiglio Comunale, anche nella qualità di Presidente della Conferenza dei Capigruppo, intende continuare a dare seguito, efficacemente e con forza, al mandato pieno ed unanime affidatogli dal Consiglio il 15 settembre 2009 a tutela del territorio cittadino nella vicenda relativa all'apertura del nuovo ospedale. Almeno fino a quando il Consiglio non revocherà ufficialmente tale mandato. Lavorerò caparbiamente e parlerò poco, così come fatto fino ad ora. Nella certezza di dover contribuire, assieme alle altre istituzioni, al raggiungimento dell'unico obbiettivo: l'apertura della struttura il prima possibile!

angelo montella

mercoledì 10 febbraio 2010

FOIBE - DISCORSO PER IL GIORNO DEL RICORDO

Quando si parla dei “massacri delle foibe” si intendono gli eccidi perpetrati ai danni di migliaia di cittadini italiani per motivi etnici e politici, alla fine e durante la seconda guerra mondiale in Venezia Giulia e Dalmazia. Tali eccidi furono per lo più compiuti dall’Armata Popolare di Liberazione della Jugoslavia del dittatore Tito, a cui si affiancarono, in armi, alcuni militanti Comunisti italiani. “Storia e Memoria” è il titolo che abbiamo voluto dare a questa manifestazione in ricordo delle vittime delle Foibe. La Memoria si riempie di contenuti solo attraverso la conoscenza della verità storica. E’ questo lo sforzo verso cui abbiamo il dovere di tendere. In questa ottica, si rende necessario il tentativo di ricostruire il quadro storico – politico nel quale l’ eccidio delle Foibe è maturato. Per farlo, non possiamo che partire dal ricordare cosa è stato il Fascismo e cosa questo ha significato nella storia d’Italia. Il Fascismo fu un movimento politico italiano del XX secolo, reazionario, di carattere nazionalista, autoritario e totalitario, che sorse in Italia per iniziativa di Benito Mussolini alla fine della prima guerra mondiale. Raggiunse il potere nel 1922 con la Marcia su Roma, si costituì in dittatura nel 1925, subito dopo l’uccisione del deputato Socialista Giacomo Matteotti. Durante la dittatura fascista fu negato ai lavoratori il diritto di sciopero, fu abolita la libertà di stampa, fu sciolto il Parlamento, furono emanate le leggi razziali ed antisemite, fu repressa, con la violenza di Stato, ogni sorta di diversità o di opposizione. Il 25 aprile del 1945, con la vittoria del Comitato di Liberazione Nazionale, il fascismo fu completamente spazzato via. Dalle sue ceneri nacque il nuovo Stato Democratico che ebbe come collante proprio l’ Antifascismo, inteso come il ripudio totale dei metodi autoritari, violenti e reazionari, discriminatori e razziali che caratterizzarono quel regime. Antifascismo, dunque, come valore fondamentale della nascente Democrazia, posto alla base della nostra Costituzione. Perché, al di là delle diversificazioni ideologiche (sinistra-centro-destra), in quanto italiani siamo tutti necessariamente antifascisti! Il Fascismo è stata un epoca di DIRITTI NEGATI e REPRESSI con l’uso della VIOLENZA. Dal 1924 in poi, in Dalmazia e nella Venezia Giulia, i fascisti operarono continue, violente ed innaturali repressioni a danno delle popolazioni di origine slava, in nome di un cieco Nazionalismo, inteso come forma esasperata e miope di appartenenza ad escludendum ad un determinato territorio e ad una determinata razza. Era, questa, una idea che imperversava in tutta l’Europa nei primi del ‘900. Fu gradualmente introdotta dai fascisti, in quelle zone, una politica di assimilazione forzata delle minoranze etniche e nazionali, che prevedeva l’italianizzazione di nomi e toponimi, la chiusura delle scuole slovene e croate ed il divieto dell’uso della lingua straniera in pubblico. L’azione repressiva del governo fascista, di fatto, annullò l’autonomia culturale e linguistica delle popolazioni slave ed acuì i sentimenti di inimicizia nei confronti dell’Italia. Tutto questo contribuì alla creazione di un clima esasperato al punto tale che, caduto il fascismo, il sentimento forte della libertà ritrovata, sfociò ben presto nel desiderio viscerale di vendetta, attraverso l’uso spietato della violenza da parte degli oppressi contro gli oppressori. Si assistette, cioè, ad un drammatico, macabro, scambio di ruoli: gli aguzzini diventarono vittime e le vittime, aguzzini. La domanda che mi pongo e che vi rivolgo è la seguente: e’ giusto rispondere alla violenza con uguale violenza? La risposta non può che essere una, netta ed inequivocabile: NO, MAI! Guai ad attribuire un significato, anche solo vagamente “romantico” alle motivazioni che hanno generato in passato (o possono generare tutt’oggi) furie assassine. Guai a lasciare spiragli al riconoscimento di una qualche attenuante rispetto agli orrori ed alla violenza! Sarebbe, per chiunque, un errore fatale! Se fu la rabbia per le angherie subite nel ventennio ad armare la vendetta di quegli uomini, appartenenti ad un movimento, quello Comunista, che pure ha pagato un notevole tributo di sangue nella lotta di liberazione nazionale per debellare il fascismo, questo non li giustifica affatto. Di più, li condanna due volte: una volta per aver commesso materialmente i crimini efferati; la seconda, per aver permesso ai metodi ed ai modi fascisti di contaminare il proprio animo, di snaturare a tal punto i propri ideali, fino alla assimilazione degli stessi disvalori ed alla commissione della stessa barbarie. Una tragica, agghiacciante, metamorfosi Kafkiana. I militanti Comunisti, contribuendo ai massacri delle Foibe, sono venuti meno, con i fatti, a quei principi che avevano ispirato la Resistenza Italiana, di cui loro, in massima parte, sono stati meritori protagonisti, diventando loro stessi strumenti di applicazione dei medesimi mali che avevano combattuto. E’ questa, a mio giudizio, la TRAGICA ANOMALIA che ha generato i massacri. Al Nazionalismo escludente e razzista di cui era impregnato il regime mussoliniano, quei militanti Comunisti opposero un Internazionalismo che, degenerando via via dal concetto forte di libertà assoluta che sottintendeva, non esitò a prestare loro la motivazione per scagliarsi in armi contro i propri connazionali prestandosi ad essere strumento, più o meno “inconsapevole” (a noi non importa), del progetto totalitario e razzista di Tito. Resta l’orrore dei fatti, di fronte ai quali tutti abbiamo il dovere di chinare il capo, di riflettere e di pronunziare con nettezza parole di condanna. Pensare di graduare le colpe e le virtù, tentare giustificazioni ideologiche, è soltanto un esercizio tanto sciocco quanto inutile. La Storia delle Foibe, allora, consegna alla Memoria un messaggio chiaro ed inequivocabile: mai più ci siano guerre e stermini in nome degli ideali! Mai più ci sia un uomo che prevarichi un altro uomo! Tocca a noi raccogliere questa sfida, tenere per mano la nostra Storia e condurla verso un domani migliore. Perché la Memoria del passato riguarda più che mai oggi il nostro Futuro. Vorrei chiudere questo mio intervento con una frase di MAJAKOWSKIJ che sento davvero, profondamente mia e che spero tutti quanti possiate sentire anche vostra: “In ogni goccia di lacrima che scorre, ho crocefisso me stesso”.